Youtube advertisingA #YouTubePulse17 abbiamo incontrato 4 marketing e media manager italiani di importanti brand. Ecco i loro consigli per far funzionare la pubblicità in formato video

Con 1,5 miliardi gli utenti che accedono ogni mese, oltre 400 ore di contenuti caricati ogni minuto e 1 miliardo di ore visualizzate ogni giorno YouTube continua a crescere. Non solo nel mondo, ma anche in Italia, dove i canali con 1 milione di iscritti sono oltre 30 e raddoppiati rispetto allo scorso anno.

Su YouTube troviamo creator che parlano di trucco, viaggi, libri e persino di astronomia e di filosofia. Ci sono musicisti, come Fedez, che è l’artista italiano più seguito, o Liberato che ha raggiunto 5 milioni di visualizzazioni per un video e nessuno sa chi sia. E poi ci sono le aziende, in cerca di uno spazio in cui ottenere un vero coinvolgimento da parte degli utenti. Perché gli spot che vanno in onda in RAI intanto su YouTube raccolgono milioni e milioni di views.

#YouTubePulse17: i consigli dei manager

Anche quest’anno YouTube ha raccolto stampa, creator e brand con l’evento #YouTubePulse17 per celebrare il suo successo e premiare le pubblicità italiane più popolari nel 2017. Ne abbiamo approfittato, quindi, per fare una chiacchierata con alcune delle aziende premiate e provare a carpire qualche consiglio su come ottenere successo su YouTube.

Ogni contenuto ha il suo formato

Nicola Novellone, Head of Brand and Advertising presso Vodafone Italy

«Le Telco cercano di costruire format dove ogni singolo capitolo racconta un prodotto e, di conseguenza, un’esperienza. Il nostro modello ha lo scopo di raccontare alle persone ciò che facciamo e perché lo facciamo, più che spiegare un’offerta, e quello che le persone ottengono dall’adottare Vodafone rispetto ai nostri competitor. Questa scelta si ripercuote sullo sviluppo media: bisogna andare a capire quali sono i contenuti e i formati più adatti per ogni piattaforma. Non facciamo solo campagne format, anzi, buona parte del nostro investimento è allocato su campagne ad hoc, per esempio di branded content e video rivolti ad ottenere engagement. Non esiste più una campagna, facciamo almeno 15 campagne al mese che ci permettono di raccontare prodotti ed esperienze diverse, seguendo però un fil rouge: raccontare ciò che facciamo per le persone. Naturalmente, tutto questo è guidato dai dati e dagli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere».

Puntare sul messaggio (e sul testimonial)

Simone Lo Nostro, Market & ICT Director Sorgenia

«Siamo partiti con un progetto di rilancio del brand Sorgenia scegliendo di utilizzare soprattutto e fondamentalmente il supporto digitale, anche se la campagna su YouTube era destinata anche a rafforzare il messaggio televisivo. La storia che abbiamo voluto raccontare è che quando ci si mette energia nessuna sfida è complicata e tutto può essere raggiunto. Abbiamo scelto Bebe Vio, che è l’esempio vivente di come la forza di volontà e l’energia possano far superare anche le barriere più difficili, come testimonial che ha accresciuto significativamente la popolarità del nostro brand. Abbiamo avuto dei risultati esaltanti, anche perché siamo un’azienda importante, ma non un colosso della comunicazione, eppure siamo tra brand i premiati per gli spot di maggiore successo su YouTube, ciò ci rende molto orgogliosi. E poi non bisogna trascurare il fatto che il nostro scopo di rilancio del brand e della proposta commerciale è stato raggiunto perché abbiamo avuto una serie di nuovi clienti importanti a seguito del nostro ingresso nella comunicazione digitale».

Non prendersi mai troppo sul serio

Gregoire Kaufman, Marketing Director Carrefour

«Abbiamo lanciato la campagna #LaMarchetta da ormai più di un anno. L’idea è nata quasi per caso ed è poi stata sviluppata e lanciata superando le nostre aspettative. Siamo stati sorpresi dall’accoglienza del pubblico e dei nostri clienti e dall’elevato engagement che la campagna ha riscosso. Positivi anche i risultati di vendita: i prodotto a marca Carrefour stanno riprendendo volume. Il suo successo ci ha spinto ad acquisire un linguaggio più divertente, a mostrare che non ci prendiamo troppo sul serio e che ci mettiamo la faccia, diminuendo la distanza con il nostro target. Sicuramente faremo in un prossimo futuro altre campagne di questo tipo».

La cross-medialità funziona ancora

Paola Saggese, Direttore media Italia, Grecia e paesi del Centro Est Europeo Unilever

«La campagna di Cornetto è una campagna multimezzi, come la maggior parte delle campagne Unilever. Avevamo necessità di avere una base di penetrazione molto grande, che abbiamo raggiunto con la televisione, e di integrarla con un target che non vede la tv, più giovane (ma non solo) che fruisce di video online ogni volta che lo desidera. YouTube, quindi, è stata una delle scelte più importanti che abbiamo fatto, infatti abbiamo raggiunto diversi milioni di visualizzazioni, anche in organica. La campagna si fonda su una creatività molto interessante, quella è imprescindibile, e sulla musica, che è sempre stata un pilastro della comunicazione del brand. Ciò che abbiamo fatto è aggiornare i touchpoint per raggiungere il nostro target».

(Ninjamarketing)

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