TwitterDopo la fase di test, ora per gli utenti di tutto il mondo è possibile lanciare tweet più lunghi

“A settembre abbiamo introdotto un test per espandere il limite dei 140 caratteri e fare in modo che chiunque in tutto il mondo potesse esprimersi facilmente in un Tweet – recita il comunicato. – Il nostro obiettivo era quello di rendere possibile questo e, al tempo stesso, mantenere la velocità e la brevità che da sempre rendono Twitter, Twitter. Analizzando tutti i dati, siamo entusiasti di confermare che abbiamo raggiunto questo obiettivo e che quindi abbiamo deciso di introdurre questo cambiamento in tutte le lingue in cui essere brevi ed efficaci poteva risultare problematico“. Il Giapponese, il Coreano e il Cinese continueranno ad avere il limite dei 140 caratteri perché l’essere concisi non è un problema per queste lingue.

Durante i primi giorni del test molte persone hanno twittato sfruttando il nuovo limite ma ben presto l’approccio dei consumatori si è normalizzato. Quando le persone avevano bisogno di più di 140 caratteri, Twittavano più facilmente e più spesso. Inoltre, la maggior parte delle volte gli utenti cinguettavano stando al di sotto dei 140 caratteri, mantenendo così intatta la brevità distintiva del social network.

Ecco qualche numero emerso dalla fase di test.

Storicamente, il 9% dei Tweet in inglese raggiunge il limite dei caratteri disponibili. Questo dato ben riflette la difficoltà di concentrare un pensiero all’interno di un Tweet, elemento che spesso si traduce in una grande quantità di tempo spesa nel modificare il testo o, spesso, addirittura nell’abbandonare il Tweet prima di inviarlo. Con l’espansione del limite dei caratteri, questo problema è stato ridotto e il numero dei cinguettii che prima si avvicinavano o raggiungevano il limite si è abbassato all’1%. Dato che i Tweet arrivavano al limite dei caratteri molto meno spesso, probabilmente le persone hanno speso molto meno tempo nel modificare le frasi prima di pubblicarle. Questo conferma come una maggior disponibilità di spazi renda molto più facile per le persone esprimere i propri pensieri.

Durante la fase di test, solo il 5% dei Tweet inviati erano più lunghi di 140 caratteri e solo il 2% sopra i 190 caratteri. Di conseguenza, l’esperienza di lettura e browsing della timeline non cambierà sostanzialmente.

Le persone che hanno avuto più spazio a disposizione hanno riscontrato anche un livello maggiore di engagement, incrementato il numero di follower e passato più tempo su Twitter. Questi utenti hanno segnalato alla società come un limite più alto nel numero dei caratteri li facesse sentire più soddisfatti e liberi nell’esprimersi sulla piattaforma, nell’abilità di trattare un buon contenuto e nell’uso di Twitter in generale.

Inizialmente, quando era stato lanciato nel 2006, Twitter aveva scelto il limite dei 140 caratteri per adattarsi agli SMS. Negli anni questa caratteristica è diventata una delle più amate ma anche tra quelle più discusse dagli utenti, ed è stata la caratteristica che ha fatto percepire il microblog come unico nel suo genere. Il social, con i tweet più lunghi, non cambia la sua identità e cerca di tornare a crescere in termini di account attivi, che ora sono circa 325 milioni, e in termini di ricavi (leggi l’articolo sull’ultima trimestrale).

(Engage)

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