Ambient Marketing: le più belle campagne del 2016

Ambient MarketingDa 3M a IKEA, da Burger King a Volkswagen, ecco come stupire e far riflettere i consumatori
Guadagnarsi l’attenzione dei consumatori quando meno se lo aspettano, in modi creativi ed innovativi, questo è Ambient Marketing.

Far vivere un’esperienza unica, indimenticabile e memorabile, con l’obiettivo di generare passaparola e far diventare velocemente virale una pubblicità, questo significa Ambient Marketing.

Interattività, luoghi e tempi inaspettati e coinvolgimento per creare sorpresa nel consumatore, queste sono le parole chiave dell’Ambient Marketing.

Ti sembra solo teoria e vuoi avere qualche esempio? Abbiamo selezionato per te i casi più coinvolgenti ed azzeccati di questo 2016.

Burger King ha reso davvero spaventoso il nostro Halloween

Musica un pò creepy, volti titubanti ed un enorme lenzuolo bianco sono i protagonisti di uno degli spot di Ambient Marketing più inaspettati, divertenti ed azzeccati del 2016.
La rivalità diretta tra Burger King e McDonald’s è cosa nota, ma una pubblicità pseudo-comparativa tra le due multinazionali non si vedeva da un po’!

Volkswagen trasforma l’esperienza di gioco del Bowling con l’Ambient Marketing

Finalmente venerdì sera. Serata tranquilla con gli amici, optate per il bowling. Studiate bene quale palla scegliere, un’occhiata attenta ai birilli immaginando la traiettoria, e si parte. Movimento lineare e… la palla si ferma.

Ad appena un metro dai birilli, la palla si ferma. Letteralmente. Poi gira a destra, e se ne va nel corridoio laterale.

Un po’ attoniti, pensate di aver visto male e fate provare il vostro amico, quello con i muscoli. Stessa scena.

C’è qualcosa che non va. Poi uno sguardo ai monitor del punteggio, e tutto si fa chiaro: trovata a dir poco geniale, quella di Volkswagen.

Return to sender, rispedito al mittente

Siamo in Africa, dove i livelli di solfuro sono 400 volte più alti dell’Europa. Ciò è prevalentemente causato dal commercio, soprattutto dalla Svizzera, di benzina a basso costo. L’impatto sulla salute, nel medio-lungo periodo, è devastante.

Allora nasce l’idea: provare, anche solo per un momento, a far vivere al “sender” (il mittente di quella benzina a basso costo che sta portando più danni che benefici) cosa significa avere quel livello di solfuro. Così, l’aria contaminata viene inscatolata in moltissime taniche e rispedita al mittente, in Svizzera.

Il successo della campagna, soprattutto sui social media, è strepitoso: tutti i giornali ne parlano, migliaia e migliaia di firme, ottenuta l’attenzione dei principali media internazionali.

Ikea, 25 metri quadrati direttamente dalla Siria

Altra pubblicità di notevole impatto è quella proposta recentemente da Ikea. Più che generare sorpresa, propone uno spunto di riflessione. Più che rendere un’esperienza positivamente indimenticabile, aumentare la consapevolezza su un tema tanto attuale quanto delicato.

Store Ikea, tutti sappiamo come sono fatti. Tra la cucina perfetta e la camera da letto dei propri sogni, spunta qualcosa di mai visto prima. Un ammasso di mattoni e calcinacci scuri, quasi in rovina. Dentro alcune foto buttate qua e là, un materasso sporco per terra, un orsacchiotto rotto.

Fuori un cartello: 25 metri quadri, una casa in Siria. Nello specifico, questa è la casa di Rana, a Damasco, dove la donna vive con nove persone. Nove. In venticinque metri quadri.

Da sempre la vision di lungo periodo di IKEA è “to create a better everyday life for the many people”, motivo per cui questa “partnership” è nata spontaneamente, aiutando una causa tanto conosciuta quanto, a volte, poco considerata.

The bullet hole transplant, rendere visibile la violenza

Anche in questo caso, Ambient Marketing più per il sociale che per il profitto.

Siamo a Chicago, dove ogni due ore qualcuno viene ferito da un colpo di arma di fuoco. Siamo a Chicago, dove solo quest’anno sono morti quasi 100 ragazzini sotto i 16 anni. West Garfield Park è il luogo col più alto tasso di criminalità in una delle città col più alto tasso di criminalità degli Stati Uniti d’America.

Ed è in questa tremenda situazione, che un’organizzazione ha deciso di non abbandonare quei ragazzi destinati ad un futuro di droga e violenza, costruendo un centro ricreativo: un tavolo da biliardo, dei computer, un tavolo dove poter disegnare.

Una sera, una sparatoria. E alcuni colpi finiscono sulla parete del centro. Da qui l’idea: un pezzo della parete ancora contenente uno dei proiettili viene rimosso, messo all’interno di una teca e portato nel centro di Chicago, giornalmente davanti agli occhi di centinaia di migliaia di persone.

Il centro, ad ora, ha salvato più di tremila ragazzi. Il centro non si è arreso a Chicago, non si è arreso alla droga, non si è arreso alla violenza. E quello che chiede a tutti, è semplicemente di non perdere mai la speranza.

Fonte: Ninjamarketing.it

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